C'è molta animazione, ed anche un po' di commozione, in questi giorni a Formignano. Mancano infatti pochi giorni alla celebrazione di un avvenimento molto atteso: l'inaugurazione dei restauri della chiesa di San Giovanni Battista. Una celebrazione che riporta all'attenzione di una larga comunità un luogo di culto al centro di una delle storie più vive, ma anche più dure e sofferte del Cesenate, quella delle sue miniere 'di zolfo. La chiesa di San Giovanni Battista è infatti uno dei fulcri della parrocchia di San Pietro in Solferino, che coincide con il territorio di Barello, . terra di zollfi e zolfatari. Alla celebrazione di domenica sarà presente il cardinale Giovanni Battista Re che benedirà il risultato di un impegno durato circa due anni. Un'impresa tutt'altro che facile che ha richiesto interventi ampi e radicali. «La gente del posto - dice il parroco di Borello, don Sauro - tanti ex abitanti, operai della miniera di Formignano e diverse altre persone della zona, hanno salutato con favore la possibilità di sistemare la chiesa ed hanno partecipato attivamente al progetto». Aiuti sono arrivati anche dalla Diocesi, dalla Cei con i proventi dell'8 per mille e¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬ dalla Sovrintendenza delle Belle Arti, mentre il Comune di Cesena si è impegnato per l'arredo urbano in prossimità della chiesa. «La ristrutturazione della chiesa di Formignano - dice ancora don Sauro - ci ha dato modo di richiamare un importante patrimonio religioso, storico, artistico culturale e sociale legato alla parrocchia, ma ha evidenziato anche il desiderio di scrivere una pagina nuova dell'affascinante storia di questi luoghi così legati al loro .passato minerario». E ben più di una pagina hanno scritto, proprio per l'occasione Claudio Riva e Pier Paolo Magalotti, l'uno storico dalla penna fertile, l'altro attento studioso delle miniere cesenati, che hanno prodotto un agile ed interessante volume dal titolo emblematico: «Fede e zolfo a Formignano», pubblicato grazie al contributo della Banca Popolare deIl'Emi1ia-Romagna. Nel libro, che sarà disponibile per l'occasione, Riva ripercorre la storia del castello di Formignano con la sue tre chiese (la prima citazione di San Giovanni Battista risale al 1200) ed il suo ruolo di postazione contesa tra i Malatesta e i Montefeltro. Magalotti, invece rispolvera da documenti inediti emozionanti fatti legati alle genti che operarono intorno alle miniere di zolfo, ossia le zolfatare del complesso Busca-Momauro e Luzzena-Formignano, chiuse definitivamente solo nel 1962. Oggi intorno alla chiesetta di Formignano abitano circa 160 persane ma la località, sotto la spinta dello sfruttamento minerario, nel 1906, ha raggiunto la ragguardevole cifra di 1100 abitanti. La parabola della miniera ha segnato gli uomini e gli avvenimenti. Oggi la zona si avvia a consolidare il suo ruolo di parco minerario e la chiesetta ristrutturata veglierà su un passato indimenticabile.¬
Elide Giordani